Chi ha paura del colore?

Ti è mai capitato di avere paura di sbagliare con la scelta dei colori e alla fine optare per il neutro?

Probabilmente anche a te e` successo di adocchiare qualche vestito o arredo dai colori sgargianti ma poi, per un motivo o per un altro, hai preferito qualcosa di meno appariscente.

Sai cos’è la Cromofobia? No non è una nuova malattia post abbronzatura, ma una parola che nasce dalle riflessioni di molti professionisti del colore, designer, stilisti e arredatori sulla paura del colore. La principale causa è la paura del giudizio degli altri.

Ma aspetta a dire che tu ne sei immune, la cromofobia è parte della nostra società!

Se vuoi scoprire cosa è e come guarire dalla Cromofobia allora leggi questo articolo, ti spiegherò come certe credenze (sbagliate) hanno “sbiancato” le nostre vite.

Grazie a quello che leggerai riuscirai a vedere i colori e i “neutri” con occhi diversi, per riportare equilibrio e allegria nella tua vita e liberarti così di stereotipi e pregiudizi inutili.

 

Spazio ai colori – Perché la vita a Pleasantville fa male

Confesso che anche io non mi sentirei completamente a mio agio con un cappotto giallo canarino e sotto una tuta verde menta, mi rendo però conto che in casa li indosserei senza problemi… quando non mi vede nessuno! Ecco che appare evidente che il freno è dato dalla paura del giudizio, della proiezione che facciamo della nostra immagine negli occhi e nei pensieri degli altri.
Se non fossimo soggetti allo sguardo, la nostra estetica non avrebbe rilevanza e di conseguenza saremmo liberi di essere noi stessi.

Ti sei mai chiesto perché rinunci ad un colore che spontaneamente ti attira, e di cui forse il tuo corpo sente il bisogno, per orientarti su qualcosa di più “sobrio”?

La cromofobia che ci fa interpretare il bianco, il nero e i così detti colori neutri come espressioni di stile, serietà e compostezza, contrapposti ai colori, giudicati barocchi, frivoli, infantili e persino volgari, ci impedisce di vestirci e circondarci di colori.

Avresti il coraggio di portare colori vivaci in situazioni dove di gioioso non troveresti nulla? Una gonna a grandi pois messa ad una riunione di condominio, che effetto avrebbe secondo te?

Questa paura di sbagliare con il colore, di esagerare, non è generata da un istinto naturale, ma da una convenzione sociale maturata e consolidatasi a partire dal Cinquecento.

“quello che si teme davvero non è il colore ma il potere seduttivo che conferisce alle cose”
R. Falcinelli

La Più Grande Menzogna che ci hanno raccontato sui colori.

Se tutte le auto intorno a te fossero colorate, cambierebbe qualcosa nel tuo stato d’animo mentre sei alla guida? Se le facciate dei palazzoni di periferia fossero dipinte con graffiti e affreschi, se intorno a te ci fossero colori vivaci, pensi che le tue giornate sarebbero differenti?

Prova per un attimo a pensare ai percorsi che fai più spesso e immaginali ricchi di colori, come sarebbero?

 

 

 

Sai perché i colori sono così importanti per la nostra mente e per le nostre emozioni?

Nei secoli addietro, i colori, ancora più che oggi, servivano all’uomo per capire quando era il momento di raccogliere, segnalavano la fase di maturazione di frutta e ortaggi, a distinguere gli animali velenosi. Il nostro rapporto con il colore è quindi inconscio e ancestrale. Eppure siamo arrivati a rinnegarlo e allontanarlo il più possibile dalle nostre vite.

Goethe nel 1818 osservava come in molte popolazioni era ancora vivo e “concesso” l’uso sfrenato dei colori, mentre in occidente soprattutto le persone colte, si vestono principalmente di nero, bianco e grigio. Un’avversione per il colore che sostanzialmente relega la gioia in un angolo a favore di una più consona e condivisa “serietà” espressa cromaticamente nella scelta di una divisa dai colori neuri, scuri e in generale poco appariscenti. Questo ha origine nel ‘500 con la cultura protestante che vede la borghesia del nord Europa vestita in nero, in contrapposizione con gli sgargianti colori delle corti italiane.

Il nero da allora diventa sinonimo di misura morale e compostezza. Forma simbolica del nascente capitalismo. Il nero era anche tra i colori più costosi per le tinte, per questo non era utilizzato dalle classi più povere, prediletto quindi dalla borghesia della classe dominante.

Anche nell’arredamento moderno questa smania di autocontrollo, dettata dall’approvazione sociale, si manifesta nella linearità delle forme, negli spigoli vivi e nella mancanza di colore.
Conoscere i benefici dei colori ci può aiutare a superare i preconcetti che abbiamo ereditato secondo cui il minimalismo cromatico è sintomo di buongusto e ed il bianco-nero-grigio sono l’unica varietà accettabile.

L’imposizione dello stile minimalista è frutto del movimento Modernista, nato all’inizio del 900, che da subito ha avuto tra i suoi obiettivi quello di spazzare via ogni fronzolo e decorazione. “L’ornamento è un delitto!”, si dichiarava.

Messe da parte le tradizioni e le culture dei luoghi, il moderno avanzava a grandi passi proponendo forme geometriche e materiali freddi come vetro, cemento e acciaio.
Non è possibile ignorare l’alienazione generata dal vivere in molte di queste “scatole”. Pensa alle camere di isolamento, sono tutte bianche proprio per il potere ottunndente che queste creano sul nostro cervello.

Al motto di “meno è più” hanno proposto degli ambienti spogli, uno stile che a lungo andare si è dimostrato lontano dalle reali necessità dell’uomo e persino dannoso per il nostro benessere.
L’uso di poco colore non è quindi un bisogno per il nostro corpo o per la psiche, chi dice che si rilassa in un ambiente bianco perché sembra più pulito, in realtà è vittima di idee preconfezionate e senza rendersene conto sta invece remando contro il proprio benessere. Sono moltissimi ormai gli studi scientifici che dimostrano come lo “sbiancamento” dei luoghi, generi malesseri fisici ed emotivi e sia completamente innaturale. Pensaci, esistono luoghi in natura con colori neutri che siano accoglienti e trasmettano abbondanza? Dai ghiacciai ai deserti, dalle saline alle cime rocciose dei vulcani, in natura gli ambienti con pochi colori e tonalità “neutre” sono sempre inospitali.

Siamo così arrivati al punto di vergognarci dei colori. Con gli anni, sentiamo il peso delle convenzioni sociali che impongono l’abbandono dei colori vivaci (da bambini) e il dominare di malinconici marroncini, tortora, grigi ecc..

Delle sedie di diversi colori accesi nella stanza del commercialista, potrebbero cambiare i qualche modo l’atmosfera che vivi andando da lì?

Se la parete dietro la pensilina dove aspetti il bus, invece che in cemento o mattoni fosse colorata con geometrie di vari colori, renderebbe diversa la tua attesa? Voglio sfidarti ad immaginare di tingere con colori vivaci quello che vedi intorno a te tutti i giorni.
Scatta una foto e colorala con qualche app: sono certa che ripensare il mondo che ti circonda a “colori” farà scattare in te qualcosa di incredibile e inaspettato. Provare per credere! (ps. E se lo fai, postala sui tuoi social preferiti e taggami mi raccomando!)

Il colore, un nemico comune.

La gran parte delle persone, progettisti compresi, teme i colori vibranti quando progetta la propria casa: “Cosa succede se compro quel bellissimo divano blu e lo odio dopo qualche anno? Sarà meglio scegliere il grigio“, “E se quella tonalità di giallo fosse troppo sgargiante?”, “Volevo comprare la libreria rossa ma avevo paura che spiccasse troppo ed alla fine l’ho presa bianca”.

Ti riconosci in questi pensieri?

Invece di cedere a queste paure, dovremmo semplicemente pensare che va bene a volte, lasciarsi andare all’istinto e smettere di controllare il colore. Il bianco è fantastico quando è un colore tra gli altri colori, quando è la tela di fondo su cui giocare. Quando è destinato solo a contenere, sopprimere e tenere a bada altri colori, diventa un problema per il nostro organismo. Le nostre vite non sono “pure” e “perfette” e neanche le nostre case devono esserlo, se vogliamo creare ambienti rigeneranti e che ci somigliano bisogna ascoltare l’istinto.

 

Il colore è anche provocazione

Questa paura del colore è onnipresente, dagli interni sbiaditi delle case fino all’abbigliamento che la società impone. La sposa è bianca; lo sposo è sempre grigio, nero, oppure blu scuro. Politici, uomini d’affari o chiunque debba incarnare un ruolo che impone compostezza e serietà: colori neutri ovunque, che al massimo concedono dei blu o dei marroni scuri.

Non c’è quasi traccia del colore, e dove appare, questo fa storcere il naso. Le eccezioni sono permesse solo a qualche vecchietta esuberante che ha fatto strada in settori “artistici” o nel calzino variopinto di qualche manager.

I colori vengono associati a un immaginario che può andare dall’infantile, al plebeo, fino a qualcosa che è strano, fuori luogo, addirittura indice di decadimento morale. Siamo riusciti nell’intento di de-colorare la società e le nostre vite.

Il colore dà carattere e sostanza all’oggetto, facendosi vettore di significati, a volte essendo esso stesso il cuore del progetto.

 

Senza dover per forza provocare con l’uso del colore, va tuttavia combattuta l’associazione di quest’ultimo con l’appartenenza a una cultura bassa e popolare. Anzi, saper usare i colori è abilità raffinata e di classe.

 

L’errore più grande oggi è la paura di sbagliare accostamenti, un’ansia da prestazione cromatica che ci porta a usare tinte neutre e decolorate pur di non doverci esporre al giudizio altrui. Perché chi non si fa notare, alla fine, non sbaglia mai. Lo hai pensato anche tu qualche volta?

Se non fossimo soggetti allo sguardo, all’essere guardati, la nostra estetica non avrebbe rilevanza e di conseguenza saremmo liberi di Essere noi stessi.

 

Decidiamo come vogliamo essere visti ed in base a quello ci comportiamo, una casa arredata “alla moda” comunica uno status, come il possedere prodotti di brand blasonati, quindi il nostro essere si manifesta non partendo da come è e plasmando il nostro mondo in base a ciò di cui abbiamo bisogno, ma da come vogliamo che gli altri pensino che sia, per far questo ci adattiamo al senso comune.

Questo scollamento genera malessere, ci ritroviamo immersi in ambienti che non ci rappresentano nel profondo e spesso anche vestiti in modi che “ ci stanno stretti”. In latino “aspectum” vuol dire “quello che viene visto”, non quello che veramente sono.

Stai commettendo anche tu questi sbagli nell’uso dei colori?

I colori, sopratutto se vivaci e caldi, sono da sempre sinonimo di allegria, gioia e vivacità.

Se la tua casa non ti rigenera e non ti fa sentire riposato probabilmente dovresti rivedere i colori con cui l’hai arredata e dipinta.

Basta organizzare una festa, decorare una torta, realizzare un costume per carnevale, visitare un luna park, ogni volta che pensiamo alla gioia e all’allegria, quando vogliamo innescare emozioni positive pensiamo ai colori.

Rifletti un attimo, che colori associ all’allegria, alla gioia? E quale alla noia, alla tristezza?

Il ricercatore O O’Brien ha fatto uno studio in Irlanda e Regno Unito, sui colori che associamo alle emozioni. Il giallo e l’arancione sono nella gran parte dei casi associati alla gioia, il grigio, il nero e il marrone a noia e tristezza.
Ti riporto questo studio perché leggendolo, la prima cosa che mi è venuta in mente sono le tante case che ho visto con dominante bianco-grigia o tortora-marrone.

 

 

E tu, quali colori hai scelto per la tua casa? Quando li guardi, che emozioni ti suscitano?

Hai intorno a te i colori che istintivamente associ a sentimenti positivi?

So cosa stai pensando: non devi certo trasformare la tua casa in un luna park o in un asilo. Non bisogna stravolgere tutto e vivere tra arcobaleni, palloncini ed unicorni per sentirsi ricaricati e gioiosi mentre si sta in casa.
È sufficiente fare un’accurata analisi di quello che abbiamo intorno e valutare cosa ci suscita benessere, per trasformare la nostra casa in una batteria sempre carica dalla quale attingere energia galvanizzante. Il colore infatti è un tipo di energia vitale, in grado di dialogare con il nostro inconscio.

 

Il colore è un tipo di energia che possiamo vedere, è vita, un ambiente senza colori ci darebbe la sensazione di qualcosa di morto, il colore suscita in noi sensazioni positive perché richiama nell’inconscio informazioni “antiche” legate al nutrimento, alla maturazione del cibo, i colori differenziano piante e fiori velenosi da quelli utilizzabili.

 

Semplici oggetti come vasi, cuscini, lampade o tende, possono portare gioia e allegria negli ambienti. Per vivere una vita gioiosa bisogna lavorare su noi stessi, curando il nostro corpo, lavorando sulle nostre abitudini e creando intorno a noi ambienti su misura. Per farlo possiamo sfruttare l’innato attaccamento che abbiamo verso le cose materiali.

Come accade quando si contempla un dipinto o un tramonto, anche oggetti di uso comune possono stimolare in noi sentimenti positivi, gli addobbi natalizi ad esempio, donano gioia solo nel guardarli o trovarli nelle case e nelle strade.

Curare le piante, in casa o in giardino dona un effetto di rilassamento e benessere, anche grazie al verde che ha sul nostro inconscio dei forti effetti rilassanti e di pacificazione mentale.
I colori vivaci inoltre sono energizzanti per psiche e corpo.

 

I 7 errori più comuni e dannosi per il nostro organismo e la nostra psiche

  • creare ambienti monocromatici
  • usare gli stessi colori in tutta la casa senza variare a seconda dell’uso degli ambienti
  • basta “neutro”, inserisci elementi di diversi colori in ogni stanza
  • pensare al giudizio altrui o alle mode per scegliere arredi e vestiti. Ascolta il tuo istinto!
  • esagerare con il bianco
  • affiliarsi alla setta del grigio tortora
  • scegliere per timore o paura e non con gioia

 

Quindi:

Qual è la cosa che dovrei iniziare a fare ORA, immediatamente, per migliorare l’energia che può donarmi la mia casa?

Rifletti sulle domande che ti ho posto in questo articolo, sui colori che associ alle emozioni positive. Scrivili di impulso, devono essere spontanei e non ragionati. Lo stesso per le emozioni negative.

Poi guardati intorno e cambia i colori che colleghi alle emozioni che ti “scaricano” con i colori che invece ti fanno stare bene.

Inizia da cose piccole, prendici gusto, supera la paura e i pregiudizi, apriti al colore e guarirai dalla Cromofobia!

Enjoy the colors, enjoy your life!

Se vuoi ottenere maggiori benefici dalla tua casa, potrai trovare molti spunti utili tra i diversi articoli che ho scritto.

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